Domenica 30 Settembre 2018 inaugurazione Museo del Fiore Sardo

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Inaugurazione Museo del Fiore Sardo

Una nuova realtà museale aprirà le sue porte in Barbagia.  Sarà il Museo del Fiore Sardo.
Inserito all’interno della ex Casa Lai nel centro storico di Gavoi, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, fra le viuzze suggestive incorniciate dai graniti e dai balconi fioriti che contraddistinguono il paese.

La rinnovata struttura espositiva dedicata al prodotto principe della pastorizia sarda e gavoese, il rinomato Fiore Sardo, sarà inaugurata dalla Amministrazione Comunale, dalle istituzioni regionali, dagli artisti e curatori che hanno lavorato alla sua realizzazione, domenica 30 settembre alle ore 17.

Il Museo del Fiore Sardo, infatti, è l’azione più consistente di un grande progetto di implementazione del sistema turistico locale denominato “Borghi di Eccellenza – identità, cultura e tradizioni”. Un piano ambizioso e lungimirante, già avviato dalla precedente amministrazione gavoese, finanziato dalla Regione Sardegna per circa per 446 mila euro e cofinanziato dalla attuale amministrazione comunale, che ha creduto in questo percorso virtuoso, per ulteriori 125 mila euro.

Il progetto, oltre al completamento del Museo del Fiore Sardo, prevedeva numerosi interventi: mappature, percorsi e itinerari turistici culturali e naturalistici, cartellonistica, corsi di formazione, rinnovo degli arredi urbani, acquisto di casette e stand espositivi, creazione di un punto informazione turistica etc. Obiettivo di questa azione è quello di aumentare le capacità attrattive del paese, valorizzare la sua vocazione turistica incrementando l’offerta attraverso la riqualificazione delle produzioni e delle specificità locali, facilitando l’accessibilità, perfezionando la cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza.

Il percorso museale sul Fiore Sardo, coordinato dall’architetto Giovanni Maria Filindeu, è improntato a creare suggestioni e sviluppare curiosità e punti di vista alternativi su un prodotto che non è solo gastronomico ma caratterizza un mondo umano, naturale e culturale con un immediato comunicare fra passato e presente.
Saranno presenti installazioni, video, immagini, strumenti tradizionali e moderni legati alla creazione delle pregiate forme del formaggio che si fregia della DOP. Il percorso stesso sarà sostenuto dalle scelte architettoniche che caratterizzano le sale, dalle immagini del fotografo sloveno Žiga Koritnik, dai video tratti dal film documentario Fiore Sardo prodotto dal Comune di Gavoi, da Ipotesi Cinema e girato dal regista Fabio Olmi e dalla sua troupe.

Domenica 30 settembre, dunque, alle 17 avrà inizio la serata inaugurale del Museo. Il progetto sarà presentato dal Sindaco di Gavoi Giovanni Cugusi e dal curatore Arch. Filindeu. Interverranno il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, l’Assessore Regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali Giuseppe Dessena e l’Assessora Regionale del Turismo Barbara Argiolas. Saranno presenti e accompagneranno la fruizione del proprio lavoro anche il fotografo Žiga Koritnik e il regista Fabio Olmi. A seguito della presentazione del progetto sarà possibile visitare le sale espositive e la struttura. Alle 19 sarà proiettato presso la sala consiliare il film doc Fiore Sardo che dalla giornata inaugurale in poi sarà parte integrante del percorso culturale all’interno del museo.

“Con l’inaugurazione del Museo del Fiore Sardo, che si aggiunge al Museo Casa Porcu – Satta e a Sa Caserma Betza presso la quale si alternano importanti esposizioni temporanee – afferma il sindaco Giovanni Cugusi – ci avviamo a concludere il Progetto Borghi di Eccellenza – identità, cultura e tradizioni – che si incastona pienamente nelle linee programmatiche riguardanti il turismo della nostra amministrazione. Un’azione complessa ma entusiasmante partita nel 2016 – sottolinea il sindaco – che ha impegnato a fondo la macchina comunale e che ha coinvolto gli amministratori, numerosi professionisti di vari settori, imprese e maestranze anche locali, l’Università Nuorese, in un lavoro di gruppo stimolante e produttivo. Riteniamo – conclude Cugusi – che il risultato ripaghi il lavoro e l’impegno di molti e possa aggiungere un importante tassello alla conoscenza delle eccellenze del nostro territorio attraverso il trinomio turismo, cultura, agroalimentare”.

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